* I casi clinici di seguito riportati dai pazienti sono stati corretti nella forma ma non nei contenuti. Per ragioni di privacy, sono state pubblicate le sole iniziali di nome e cognome.

La sciatalgia provocata dagli esiti cicatriziali post intervento chirurgico all’utero

Soffrivo di una dolorosa sciatalgia sinistra che mi tormentava da circa un mese e, su consiglio di un’amica, decisi di sottopormi ad una visita da un fisioterapista-osteopata di fiducia. In principio il dott. Peddis mi fece una valutazione posturale e funzionale, successivamente dei test specifici per la colonna lombare ed il sacro: mi manipolò i “blocchi” che aveva individuato e contrassegnato con una penna poi allentò la muscolatura lombare, il dolore però non accennò a sparire. Fu allora che il dott. Peddis decise di eseguire una valutazione viscerale e, con grande stupore, appresi che il dolore alla bassa schiena era provocato dalle aderenze cicatriziali in seguito all’intervento chirurgico all’utero, risalente a due mesi prima. Dopo il meticoloso lavoro viscerale al sigma, all’utero e alla vescica (gli organi che ricordo), da circa sei mesi il dolore è scomparso definitivamente. I trattamenti non sono stati gradevoli ma il risultato è stato grandioso! In precedenza ero già stata trattata da un fisioterapista e un’osteopata: se il dott. Peddis si fosse soffermato solo sulla colonna lombare o solo sulla muscolatura lombare, non avrei risolto il mio problema!

3 luglio 2021        A. M.

OSTEO  IN BREVE

 Sindrome gastro-cardiaca

La sindrome gastro-cardiaca (SGC) si manifesta con tachicardia, dolore sternale o retrosternale e aumento considerevole della pressione arteriosa (la minima può giungere a 150 mmHg, la massima 200 mmHg). Per i  sintomi spesso può essere confusa con un infarto. Lo stomaco ed il cuore, seppur separati dal muscolo diaframma, sono strettamente contigui. La SGC si manifesta più frequentemente dopo i pasti, durante la digestione, quando lo stomaco più voluminoso può comprimere l’apice inferiore del cuore. I soggetti più esposti alla SGC sono coloro che hanno un’ernia iatale e soffrono di reflusso gastro-esofageo. In questi soggetti la distanza tra stomaco e cuore è assai ridotta: bastano una bevanda gassosa o un pasto più abbondante per creare una compressione cardiaca e scatenare i sintomi sopra descritti.

I principali fattori che possono causare la SGC sono:

  • una irritazione meccanica dello stomaco contro il cuore
  • il reflusso dell’acido cloridrico dallo stomaco all’esofago, che va ad irritare il nervo vago che innerva l’esofago

Le tecniche osteopatiche strutturali e viscerali hanno un’azione immediata sul rilassamento del diaframma e il riequilibrio della funzionalità gastrica e cardiaca.

28 giugno 2021       Andrea Peddis

Sindrome Gastro-Cardiaca: pensavo di avere un infarto in corso

Da diversi anni avevo difficoltà a digerire: mi avevano diagnosticato un’ernia iatale e soffrivo di un importante reflusso gastro-esofageo. L’avanzare degli anni e la pensione mi portarono ad essere ipocondriaco e, successivamente, mi fu diagnosticata una sindrome depressiva. Per due volte, dopo pranzo, ebbi una forte tachicardia a cui seguirono un dolore retro-sternale e un aumento della pressione (140 mmHg la minima, 190 mmHg la massima): pensai di avere un infarto in corso e chiamai il 118, che mi trasportò al Giovanni Bosco di Torino. Per mia fortuna non si trattò di infarto: attribuirono l’accaduto a un forte stress emotivo associato al reflusso. Il mio fisiatra e ortopedico di fiducia (dott. M.G.) mi suggerì di contattare il dott. Peddis per sottopormi a trattamento anti-reflusso. Molto scettico, prenotai un appuntamento nello studio del dott. Peddis. Venni sottoposto ad un’attenta anamnesi: i sintomi descritti fecero pensare ad una sindrome gastro-cardiaca, che si premurò di spiegarmi in maniera comprensiva. Successivamente, mi sottopose ad una valutazione posturale ed una ispezione viscerale. Emerse che avevo una marcata ipomobilità della colonna, diaframma e stomaco erano molto contratti e dolenti alla palpazione. Mi manipolò la colonna dorsale e lombare, poi iniziò un lungo lavoro sul muscolo diaframma, infine mi trattò lo stomaco: mi venne repentinamente da ruttare e il dott. Peddis mi disse di liberarmi, poiché il mio stomaco si stava finalmente rilassando. I benefici furono immediati, anche se il giorno successivo avvertii un leggero indolenzimento subito sotto lo sterno. Replicò il trattamento per altre 3-4 volte, una volta alla settimana poi ogni due settimane. Il reflusso sparì (per un anno intero non ebbi sintomi) e con lui la più temibile sindrome gastro-cardiaca. A distanza di un anno, alle prime avvisaglie, riprenotai una visita dal dott. Peddis. Sono quattro anni che non soffro più di reflusso e non ho mai più avuto tachicardia, dolore retro-sternale e aumento della pressione dopo pasto.

G.M.

Il dolore all’anca si rivelò una neoplasia.

Mi sono recata nello studio del dott. Peddis per un dolore al lato della coscia destra, convinta che fosse dovuto al pregresso impianto di protesi d’anca. Dopo essermi sottoposta a diversi test osteopatici e valutazione fisioterapica, il dott. Peddis mi disse che il problema non era di origine muscolare, ma causato da un’infiammazione viscerale bassa. Durante l’ispezione viscerale, il dott. Peddis sentì un’anomala massa compatta a livello del colon ascendente. Subito pensò si trattasse di materiale fecale: mi consigliò di idratarmi sufficientemente per migliorare il transito fecale e di alimentarmi con cibi non troppo elaborati per consentirne un più rapido assorbimento. La settimana successiva, si ripresentò il dolore al lato della gamba: mi recai nello studio del dott. Peddis, il quale riesaminò la parte viscerale. Notò che la massa compatta a livello del colon ascendente non si era spostata, né si era ridotta di volume dopo varie manipolazioni: mi consigliò, quindi, di fare un’ecografia addominale, indicandomi la zona di maggior interesse clinico. Mi fu diagnosticata una neoplasia al colon di 4-5 cm e dopo 3 giorni mi sottoposi d’urgenza ad intervento chirurgico. Andò tutto bene! Grazie alla tempestività e l’intuito del dott. Peddis non ci furono metastasi. Dopo qualche giorno dall’intervento chiamai il dott. Peddis per ringraziarlo.

M.B.

Trauma da schiacciamento

Il 3 giugno 2017, durante la proiezione della finale di calcio di Champions League, sono rimasta vittima nell’incidente di Piazza San Carlo, in cui persero la vita 3 persone e ne rimasero ferite 1672. Ho riportato un grave trauma da schiacciamento con fratture costali plurime, ma sarebbe potuto andare molto peggio… Dopo quell’evento iniziò un lungo e doloroso calvario, per l’insorgenza di forti dolori dorsali che si irradiavano al seno destro, a livello cervicale e lombare. Le ripercussioni nefaste si manifestarono anche nelle attività più banali: la posizione seduta (per svolgere il mio lavoro di fronte al PC) mi provocava forti disagi, come del resto qualsiasi attività motoria, finché non ho incontrato il dott. Peddis. Da subito mi ha colpito per la sua professionalità, competenza e capacità di rassicurarti rispetto la tipologia di trauma. Dopo ogni seduta si ridusse la sintomatologia e, dopo essermi sottoposta a test e valutazione viscerale, scoprii che il dolore alla schiena non dipendeva solamente dal trauma, ma anche da un sovraccarico epatico (che diagnosticò con il test palpatorio). Il dott. Peddis mi ha sottoposta ad un approfondito lavoro osteopatico sulle coste, su tutta la colonna vertebrale, sul diaframma e a livello viscerale. Oggi posso dire di essere “guarita”, di non avere più problemi alla schiena e di aver raggiunto una buona mobilità della colonna! Dico sempre: “se non avessi incontrato un professionista come Andrea, sarei ancora qui a cercare di comprendere il motivo del mio male”. Infatti continuo ad essere trattata e monitorata da lui, per altre tipologie di problematiche: ogni volta è un piacere immenso scoprire come “l’osteopatia” possa servire a rassicurare psicologicamente le persone. Grazie, Andrea!

E.G.

Esiti invalidanti post covid

Sono un medico.
Lo scorso autunno fui colpita da polmonite da Covid-19 (sottoposta ad ossigenoterapia per molte settimane), con sequele importanti in termini di dispnea per sforzi lievi o, addirittura, a riposo: grazie ai trattamenti post-Covid del dott. Peddis, ho recuperato completamente in breve tempo, senza l’impiego di farmaco alcuno, con benefici già dalla prima seduta. Dopo ogni seduta, la saturazione dal 91-92% giungeva al 99%! Durante le sedute, interveniva su diaframma, pleura polmoni, mobilità della gabbia toracica, fegato (per drenare l’accumulo di farmaci assunti e tossine accumulate durante la fase acuta), capacità cardiaca. Grande beneficio: assolutamente da consigliare!

G.P.

Esiti di frattura del bacino e dolore costante ai testicoli.

In seguito ad un incidente stradale, ho riportato pluri-fratture al bacino. Dopo una lunga e dolorosa permanenza a letto (circa 3 mesi), pensavo di riprendere la mia vita da dove avevo interrotto. Purtroppo non andò così: ogni volta che contraevo l’addome (ad esempio per espletare i miei bisogni fisiologici o all’apice del piacere con la mia compagna), sopraggiungeva una forte fitta, che si irradiava a livello inguinale fino ai testicoli, a volte perfino a livello anale. Più intensa era la contrazione addominale, più forti erano le fitte: praticamente un inferno, che si ripercuoteva sul mio umore, già provato dall’incidente! Quando esposi il mio problema al dott. Peddis, mi spiegò che si sarebbe potuto trattare di una sofferenza del nervo Pudendo (grande sconosciuto all’epoca), a causa del trauma al bacino. Mi fece una lunga ed attenta valutazione posturale e mi somministrò diversi test (in piedi e sul lettino), per verificare eventuali disfunzioni dell’articolazione sacro-iliaca del bacino. Una volta individuati i “blocchi articolari”, mi somministrò in totale 2-3 manipolazioni. Una, in particolare, la sentii risolutiva: il dolore 7-8 (in una scala da 1 a 10) che avevo costantemente, si ridusse a 3-4, con mio immenso stupore e piacere. Dopo qualche settimana di trattamento dal dott. Peddis, il dolore cesso definitivamente.

Successivamente, il dott. Peddis scelse il mio caso clinico come “Case Report” della sua tesi di Master in Osteopatia e ne fui onorato. Nella bibliografia mondiale, era presente un solo altro studio che trattasse queste problematiche, con tempi di guarigione molto più lunghi. Grazie di cuore!

M.P.

Pensavo fosse  solo un doloroso problema di cervicale invece…

Soffrivo da molti anni di dolore cervicale, i miei sintomi erano progressivamente peggiorati negli ultimi due anni: per poter dormire e recarmi al lavoro assumevo giornalmente antidolorifici ed anti infiammatori. In concomitanza con gli attacchi di cervicale, si era manifestato un abbassamento della vista, che associavo all’età (da poco avevo superato i cinquantacinque). Prenotai una visita oculistica, dalla quale non emerse nessuna patologia, quindi i miei occhi erano sani, tuttavia avevo oggettivamente subito una riduzione della percezione luminosa. Da poco tempo ero in cura farmacologica per una sindrome depressiva e crisi di panico: non riuscivo più a fare le lunghe camminate al parco di fronte casa, poiché i grandi spazi aperti mi creavano forti disagi emotivi. I miei parenti non comprendevano cosa mi stesse accadendo e alcuni di essi commentavano che stavo diventando pazza. Per non lasciare nulla al caso, mi sottoposi ad un consulto psichiatrico ed intrapresi un percorso psico-terapico con uno psicologo. Dopo l’ennesimo dolore cervicale, prenotai una visita dal dott. Peddis. Scrupolosamente valutò la mia postura: l’appoggio dei piedi, la simmetria delle ginocchia, del bacino e di tutta la colonna, la mandibola ed infine lo sguardo. Mi sottopose ad una serie di test osteopatici; inizialmente mi sbloccò la parte dorsale della schiena, successivamente la parte più dolorante, tra le ultime vertebre cervicali ed il primo tratto di quelle dorsali, infine trattò la parte cervicale alta. Da subito recuperai completamente la mobilità del capo, i dolori cervicali si placarono già dopo le prime sedute. Alla terza seduta il dott. Peddis mi fece alcune domande su quando iniziarono i sintomi: in quell’occasione, mi ricordai di un trauma da caduta accidentale in bagno, due anni prima, in cui urtai la zona occipitale del capo sul bordo del bidet, rimasi tramortita, per qualche istante priva di coscienza, poi sopraggiunse un senso di nausea, spossatezza e cefalea. In quella occasione, il dott. Peddis volle valutare le articolazioni del cranio e successivamente mi fece due manipolazioni al cranio e una all’interno della bocca (sulla mascella), al termine delle quali i miei occhi percepirono un’intensità luminosa da due anni inibita, tant’è che esclamai sorridendo “allora non sono pazza: ora riesco a rivedere la luce intensa!”. Il dott. Peddis mi spiegò che, probabilmente, in seguito al trauma occipitale, fu alterata la percezione di alcuni gradienti del campo visivo, forse per una compressione dell’innervazione dell’occhio, quindi a mia insaputa sono vissuta due anni “in penombra”. Il deficit percettivo di luce ha verosimilmente generato una riduzione di serotonina (ormone strettamente legato all’umore), che nei due anni successivi ha contribuito all’esordio della sindrome depressiva, con manifestazioni di crisi di panico e paura degli spazi aperti. Dopo alcune sedute “liberatorie” (nell’arco di un mese e mezzo), sono tornata progressivamente alla vita che avevo lasciato due anni prima, ho abbandonato progressivamente gli psicofarmaci, di giorno in giorno il mio umore è migliorato ed ho ripreso il rapporto con i miei familiari e amici; dopo circa due mesi, con mia grande gioia, sono tornata al parco per riprendere le mie lunghe camminate. Gli sono immensamente grata!

P.L.

Mi recai per una lombosciatalgia e si destrutturò la mia scoliosi

Ho 64 anni, avevo una scoliosi diagnosticata in adolescenza e il dorso curvo. Mi sono recato nello studio del dott. Peddis per una lombo-sciatalgia e altre fastidiose problematiche (epicondilite, dolori alla spalla). Per diversi mesi mi sono sottoposto a trattamenti osteopatici, con cadenza settimanale e bi-settimanale, fino all’estate, in cui stavo decisamente meglio ed ho sospeso per le vacanze. Un pomeriggio di fine agosto, durante le consuete attività, ho percepito dei “crack” spontanei, su tutta la colonna. Non avevo male, ma avevo la percezione di avere il busto “storto”. Preoccupato, chiamai il dott. Peddis, il quale mi fissò un appuntamento già l’indomani per valutare cosa fosse accaduto. Mi fece una rivalutazione posturale: dai test osteopatici emerse che la mia scoliosi si era destrutturata spontaneamente, quasi completamente, come risultato del lavoro globale a cui mi ero sottoposto nei mesi precedenti. Il mio sentirmi “storto” significava, in realtà, non avere più la mia scoliosi, a cui mi ero abituato nel corso della vita. Nel periodo successivo, come conseguenza, il dorso curvo migliorò notevolmente!

A.D

Ho risolto la mia gastrite

Per decenni, ho sofferto di una gastrite persistente, che mi costringeva a ricorrere cronicamente a farmaci gastroprotettori. Giacché recenti studi hanno dimostrato un aumento di incidenza di demenza, in soggetti che utilizzino per periodi prolungati questa categoria di farmaci, era necessario trovare un’alternativa: da quando mi affido ai trattamenti del dott. Peddis, non è più stato necessario alcun farmaco. Mi rivolgo a lui ogniqualvolta attraversi periodi di maggiore stress, in cui si verificano episodi di nausea, reflusso gastro-esofageo, pirosi, cefalea e severa dolenzia gastrica, e ne traggo eccellenti risultati. Sono un medico, sua paziente da 15 anni.

P.G.